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  • Daniela Maggiorano

QUANDO L’ANSIA PUO' INSEGNARMI QUALCOSA

Aggiornato il: giu 17

Valentina è una donna di 40 anni, single e con una brillante carriera da libera professionista..fino a due anni fa. Nelle prime sedute del nostro percorso terapeutico insieme mi racconterà la sua storia.

E’ da circa due anni che si è barricata in casa, ha dovuto per forza di cose tralasciare la sua attività lavorativa, non riuscendo più ad essere indipendente.

E’ stata costretta a tornare a vivere con la madre, ha il terrore di allontanarsi dalla propria abitazione, ed ha chiuso i rapporti con il mondo esterno.

Valentina mi racconta dei suoi primi ed intensissimi attacchi d’ansia.

Nelle prime sedute accolgo questa sua necessità di raccontarsi, un raccontarsi molto veloce senza quasi mai prendere fiato, passava da un argomento all’altro, il tono di voce era molto alto ed il ritmo incessante, cercava di dirmi più cose possibili con lo scopo, secondo lei, di farmi comprendere al meglio la situazione. Ma avveniva il contrario: io mi confondevo di più e questa sua modalità comunicativa mi toglieva il fiato. Proprio come l’ansia toglieva l’aria a lei.


Valentina non respirava.

Valentina aveva paura.

L’ansia per lei è arrivata così all’improvviso, senza che lei fosse capace di dare un senso ed un significato a questo stare male. E’ come se le fosse crollato il pavimento sotto i piedi, non aveva appigli e punti di riferimento, si sentiva completamente persa e non al sicuro.


Da un altro punto di vista, l’ansia è stata per lei un campanello d’allarme, l’ansia l’ha protetta.

Il sintomo che il paziente ci porta in terapia, non è mai qualcosa di sbagliato e da smantellare.

E’ una sua caratteristica, senza la quale non sarebbe lui nella sua unicità. E’ stata la migliore strategia che il paziente abbia potuto trovare in un momento di difficoltà e poco sostegno. In Psicoterapia della Gestalt infatti lo chiamiamo un “adattamento creativo”, ovvero una creazione a cui quella specifica persona ha dato vita per sopravvivere. Ma forse là e allora questo sintomo le era utile, ma oggi nel qui ed ora, ha ancora bisogno di proteggersi in questo modo?

Molte volte i pazienti si identificano con il proprio sintomo, come se non fossero altro che quello; invece è importante considerare la persona nella sua interezza, nella sua totalità ed esplicitarlo al paziente.

Noi siamo individui multipolari, come diceva Perls, nel senso che il nostro mondo interiore è costituito da tante parti, talvolta con caratteristiche in contrapposizione tra loro: possiamo essere delle persone estroverse, ma in alcuni contesti possiamo sentirci meno socievoli; ci consideriamo molto sicure e forti, ma anche la fragilità fa parte di noi.

Quando siamo molto concentrati su una particolare parte di noi stessi, è il momento per esplorare anche il suo opposto.

Quindi l’ansia sarà la protagonista delle nostre sedute solo all’inizio, ovvero quando il paziente spiegherà il motivo per cui ha deciso di intraprendere una psicoterapia. Le sedute proseguiranno affrontando tutto il mondo del paziente, che ovviamente non è solo ansia. Lavoreremo sul modo in cui interagisce con le persone, sulla sua modalità comunicativa; insieme ci focalizzeremo sulla respirazione per imparare a stare nel momento presente, evitando così anche di correre con le parole; ricreeremo un ground sul quale poggiare i piedi, quindi imparando ad ascoltare il proprio corpo e così via.


Gradualmente questo lavoro di sostegno, favorirà nel paziente l'emergere delle proprie risorse e capacità, andando a rafforzare il proprio autosostegno.

Gli attacchi di panico o le crisi intense di ansia, si affievoliscono ben presto durante una psicoterapia, ed è qui che ha inizio il vero e prorpio percorso verso una profonda conoscenza di sé. ~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~

Oggi Valentina è fidanzata, ha ritrovato i suoi vecchi amici e ne ha incontrati di nuovi, viaggia con la sua macchina per l’Italia per motivi di lavoro ed il nostro cammino insieme si è concluso circa 4 mesi fa.

* I nomi utilizzati sono di fantasia e parti del caso clinico sono state alterate per proteggere la privacy del paziente.


** La storia risale all'anno 2017.

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© 2019  Dott.ssa Daniela Maggiorano

 Psicologa Psicoterapeuta

Partita Iva 13994011008                         

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